...quello che i nazisti hanno fatto agli ebrei, tutti gli uomini continuano a farlo agli animali...per loro Auschwitz esiste ancora...(Isaac Bashevis Singer)
Chi Siamo
Utente: LAntiSpecista
Nome: giovanna & antonella

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Sign for gaio dove sei???

Sign for SALVIAMO PETRONILLA

Sign for ma si tanto era solo un cane

Sign for Cagnolina Uccisa a Bastonate a Sorso (SS)

Sign for FACCIAMO CHIUDERE CICERALE

FIRMA!!


OIPA Italia Onlus Organizzazione Internazionale Protezione Animali ONG affiliata al Dipartimento della Pubblica Informazione dell'ONU Associazione riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente Via Passerini 18 - 20162 Milano – Tel. 02 6427882 Fax 0299980650 info@oipaitalia.com
oipaitalia


cercocasa

Cercocasa intende unicamente promuovere gli annunci dei volontari e delle associazioni che vogliano aiutare gli animali in difficoltà. Per quanto ci riguarda, tutte le adozioni si intendono a titolo gratuito. Cercocasa invita tutti i volontari a far sottoscrivere agli adottanti un modulo d'adozione, a chiedere supporto ad un'associazione animalista in loco, e ad effettuare sempre controlli accurati pre e post adozione che prevedano una visita presso l'abitazione degli adottanti. In ogni caso il blog di Cercocasa non è responsabile in alcun modo della gestione delle singole adozioni, che avvengono a cura delle persone che indicano i propri recapiti come riferimenti da contattare. Per qualunque segnalazione in proposito scrivere a: animali.cercocasa@gmail.com.


...Io dico basta alla sperimentazione...

...Io dico basta alle pelliccie...

...Io amo gli animali e non li mangio...

...Salvare entrambi si puo'...


Per non dimenticare...

Hanno detto...
Dai milioni di piccole gabbie anguste, addossate, dalle carni innocenti squarciate, per gioco, da milioni di tiri di schioppo, dai roventi rimorchi, in viaggio, per le strade della Terra, dalle mille catene di ferro, s’alza unico, immenso, tremendo, il grido di dolore, reale, degli animali del mondo. Sordi ci trastulliamo in un mondo virtuale. M. Ivana Trevisani



Allevamento e' "vivere" in gabbie strette interminabili ore, giorni, mesi, anni, e' essere separati dalla madre quasi ancora prima di nascere, e' cibarsi dei tuoi simili, e' non potersi neanche girare, e' vedersi amputare parti del corpo, e' tutta la cattiveria umana al limite dell'impossibile. Tiziana Callegari



Gli animali sono miei amici...e io non mangio i miei amici. -- George Bernard Shaw

Vivisezione.Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni.(Albert Einstein)

Tutto ciò che vive è il tuo prossimo. (Ghandi)

È bello sedersi a tavola senza doversi preoccupare di che cosa è morto il nostro cibo.(J.H.Kellogg)

L'uomo deve mostrare bontà di cuore verso gli animali,perchè chi usa essere crudele verso di essi è altrettanto insensibile verso gli uomini.(Immanuel Kant)

Quando tanti maltrattamenti vengono inflitti agli animali, quando essi agonizzano ignorati per colpa di uomini senza cuore, siamo tutti colpevoli.(Albert Schweitzer)

Solo quelli che sono così folli da pensare di cambiare il mondo, lo cambiano davvero.(Albert Einstein)

È vero che l'uomo è il re degli animali, perchè la sua brutalità supera la loro.Viviamo grazie alla morte di altri.(Leonardo Da Vinci)

L'uomo è l'unico animale che arrossisce, ma è l'unico ad averne bisogno.(Mark Twain)

Links





Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore
*loading* visite
Credits
Template e grafica by
IN ARIA...

Immagine by
Planet Renders

Distribuito su
IN ARIA... | NST | GRAFICA DI STILE >
Immagine modificata da Venilia Sunita e Ruhani Gratidia se questo puo' urtare il titolare del template basta dirlo e l'immagine sara' riportata allo stato iniziale. Grazie in anticipo per la gentile concessione. +veniliasunita+
+suonilontani+
domenica, 22 marzo 2009
LA 7
20 MARZO 2009
 
LA STORIA DI KEVIN, UN LEONE PER AMICO
 
Un sudafricano sfida la sorte convivendo con 38 leoni in una riserva
 
VIDEO
http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=23946&cat=cultura

Scritto da: LAntiSpecista alle ore 16:41 | link | commenti | categoria: storie
mercoledì, 12 marzo 2008
QUOTIDIANO.NET
11 MARZO 2008
 
MANIFESTAZIONE A GAZA Cavalli, asini e cammelli in piazza Si protesta contro l'embargo Ma anche buoi e galline. "Gli animali l'hanno fatto anche per loro stessi", commenta uno dei promotori della manifestazione, "sono un milione e mezzo quelli morti a causa dell'embargo"
 
Gaza, 11 marzo 2008 - La manifestazione, o meglio la protesta, di oggi a Gaza contro l'embargo non verrà dimenticata facilmente. Protagonisti della dimostrazione sono stati asini, cammelli, galline, buoi e cavalli. Le immagini, trasmesse dal network al Jazeera, sono destinate a fare il giro del mondo. In testa al corteo, partito dall'antico palazzo del governatore e arrivato sotto gli uffici delle Nazioni Unite, sono stati i veri protagonisti nella mobilità di questo disastrato spicchio di terra tra Israele e l'Egitto: gli asini.  A seguire gli altri animali, tra i quali i più "arrabbiati" parevano essere i cammelli. Uno striscione retto dai colli di due dromedari recitava: "Animali per i diritti degli uomini". E dalla schiena degli asini pendevano cartelli di questo tenore: "Ma dov'è la coscienza degli uomini?" Una domanda alla quale difficilmente potranno rispondere le autorità politiche e diplomatiche delle parti in causa, in giorni in cui il conflitto interpalestinese e arabo-israeliano registra uno dei momenti più sanguinosi della sua storia recente. Nelle ultime settimane, secondo fonti palestinesi, sarebbero almeno 280 i morti.  Quella di oggi "è stata una testimonianza 'diversa', ma in fondo gli animali l'hanno fatto anche per loro stessi", commenta Khalil Abu Shamlah, uno dei promotori dell'insolita manifestazione, interpellato da al Jazeera. "Sono un milione e mezzo - continua - gli animali morti a causa dell'embargo".  Per il quotidiano degli Emirati arabi uniti al Bayan, l'iniziativa di Gaza è un modo "geniale" per "rompere il silenzio sulla tragedia dei palestinesi". Visto che finora "a nulla" sono servite le manifestazioni di "protesta umane", sostengono i promotori, "la parola è rimasta solo agli animali. Forse loro sapranno smuovere le coscienze".
 
FOTO
http://multimedia.quotidiano.net/?tipo=photo&media=8247
Scritto da: LAntiSpecista alle ore 18:12 | link | commenti | categoria: storie, follie umane
venerdì, 07 marzo 2008

Modena - CI SONO CARCASSE di cani, morti probabilmente di fame e di sete, ancora chiuse nelle gabbie. Il tempo ha mummificato i corpi di quegli animali, di qualcuno è rimasto solo lo scheletro, di altri poco più che polvere. Ma quei resti sono abbastanza per capire che lì, sotto al ponte di via Nonantolana alla prima periferia della città, cera un canile lager. Sono di cinque cani i resti che noi stessi abbiamo trovato ieri nelle gabbie del cortile di una casa abbandonata. Una ventina di box dove si vedono ancora le ciotole e gli scheletri accucciati, come in cerca di qualcosa da mangiare. A quanto pare chi possedeva quegli animali, chi li teneva in gabbia, se ne è andato lasciandoli senza cibo. Se ne è andato lasciandoli morire di stenti. Una barbarie che, a vedere i corpi, risale a mesi e mesi fa. E che ora è venuta a galla grazie alla segnalazione di Ercole Toni, consigliere comunale del Pd, che ha già contattato i vigili urbani che stanno cercando di fare luce su questo orrore. E già pronto un rapporto che lunedì verrà consegnato alla Procura della Repubblica. Sì, perchi noi abbiamo trovato cinque carcasse, ma i cani morti potrebbero essere di più. Sette, secondo i tecnici comunali dellufficio per i diritti degli animali che hanno effettuato un sopralluogo. Ma non è escluso che il numero possa salire: alcuni corpi, per esempio di cani molto piccoli, potrebbero essere già polverizzati e quindi non più individuabili.
NON è chiaro come siano morti gli animali: tra le ipotesi cè anche quella dellavvelenamento. Si suppone, inoltre, che i cani siano morti tutti nello stesso periodo, a pochi giorni luno dallaltro. "Non so se si tratta di un canile lager o di un allevamento abusivo  dice Ercole Toni  di sicuro qualcuno ha lasciato morire queste povere bestiole e ora è arrivato il momento di scoprire il responsabile. Ho segnalato il caso alla polizia municipale che sta facendo delle indagini".
LA CASA nel cui cortile ci sono le gabbie è abbandonata da tempo e ormai il degrado la fa da padrone. Escrementi, rifiuti, sacchi putrefatti di cibo per cani, oggetti di ogni tipo accatastati tra i box. E gli scheletri che testimoniano lorrore del canile e di chi lha messo in piedi per poi andarsene, senza ricordarsi che in quelle gabbie cerano degli animali indifesi ai quali poteva essere evitata una fine così crudele.
Scritto da: LAntiSpecista alle ore 19:06 | link | commenti (1) | categoria: storie, verita nascoste, follie umane
 

Sora (FR)  - Il cane era scomparso da dieci giorni,ieri qualcuno ha riportato la carcassa sotto casa del padrone.
"Lo hanno ucciso e lo hanno portato fin sotto casa per farmelo ritrovare" Gabriele Capobianco,proprietario di ZEUS,ne è convinto. Davanti al suo cane morto giura: "Se scopro chi è stato lo impicco ad un lampione. Qua adesso succede una guerra".  Zeus era un cane pastore di sei anni. Da domenica 24 febbraio il suo padrone,lo cercava nei campi e nei boschetti dell'abitazione in via compere a Sora da dove improvvisamente era scomparso. Solitamente l'animale era legato ad una robusta catena, libero ogni tanto nel giorno bastava un fischio per farlo tornare. Ma da una decina di giorni, non si era più fatto vivo. Quella domenica il padrone aveva trovato il collare sganciato ed ancora legato alla catena. "Ho pensato che ci fossero cagne in calore e per questo non tornava" ha detto il proprietario legatissimo al suo Zeus che aveva accolto in casa da cucciolo. Ieri pomeriggio, a trovare il cane morto lungo Via Compere a fianco l'abitazione del padrone è stato un vicino di passaggio. La carcassa di quell'animale, però, li c'è stata portata a posta. Lo testimonia anche uno spago che ancora era legato ad una zampa del cane per trascinarlo meglio, perchè Zeus pesava oltre 50 chili. Il proprietario dice di non sapere chi e perchè possa aver compiuto un simile gesto contro di lui. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia municipale e il veterinario della Asl che, dopo un primo esame, ha detto che l'animale era morto già da qualche giorno, forse per soffocamento. Sulla carcassa nessuna ferita visibile. Il proprietario in giornata formalizzerà una denuncia per l'accaduto. Per il momento resta il mistero su chi abbia riportato vicino casa la bestia morta e perchè, su come sia morto il cane ucciso o già trovato senza vita e riportato vicino la sua abitazione...ma per quale motivo? Un avvertimento?

Scritto da: LAntiSpecista alle ore 18:31 | link | commenti | categoria: storie, follie umane
martedì, 19 febbraio 2008

 

       

 

Finire nella pancia di uno squalo è la paura che l'uomo si porta dietro fin dalle origini. Chi non ricorda lo squalo bianco (trasformato in balena per esigenze di copione dalla Walt Disney) nella favola di Pinocchio che inghiottì prima Geppetto e poi il capriccioso burattino. Accesero allora un gran fuoco: il fumo fece starnutire la balena, che spalancò la bocca, così Pinocchio e Geppetto riuscirono a fuggire su una zattera che era lì, pronta ad aspettarli. Quella che sto per raccontarvi è una storia altrettanto straordinaria tra un uomo e uno squalo. Una storia d'amore, vera, toccante, anche se sembra un favola. Eppure la rivista francese Le magazine des voyages de pjche nella sua 56esima edizione ha pubblicato la sensazionale notizia con un ampio servizio fotografico. Tutto è cominciato due anni fa, nell'azzurro e cristallino mare dell'Australia Meridionale. Arnold Pointer, pescatore di professione, si era svegliato come tutte le mattine alle prime luci dell'alba. E poi via al largo a bordo della sua barchetta a caccia di pesce. Ma quella mattina la sua rete pescò qualcosa di veramente grosso. Un pesce spada, pensò. Non riusciva proprio a tirarlo su, tanto pesava. Dopo qualche vano tentativo si rese conto che nella rete era finito qualcosa di voluminoso e pesante: uno squalo. Non uno squaletto piccolo che poteva essere confuso con gli altri pesciolini, ma uno squalo bianco, lungo quasi cinque metri. Arnold aveva fatto prigioniero il più grande predatore marino con il muso a forma di cono, un po' bombato nella parte inferiore, con l'occhio scuro e rotondo, con quelle cinque fessure branchiali e la pinna caudale grande che sembra una mezza luna. Un pesce dal colore bianco nella parte inferiore del corpo, variabile dal grigio al blu nella parte superiore e con la linea di separazione un po' frastagliata tra le due colorazioni. Nessun dubbio. Difficile non riconoscere la pelle di squalo così particolare, ricoperta di dentelli appuntiti (misurano da qualche decimo di millimetro a un centimetro) che servono a far scorrere l'ac qua lungo il corpo e a proteggere lo squalo dai parassiti. Ma torniamo al prigioniero. Arnold faticò molto per liberarlo dalla rete. E lo squalo, pur soffrendo per i tagli provocati dalla rete, mostrò subito la sua infinita gratitudine. Cominciò a girare intorno alla barca tante di quelle volte da spaventare Arnold che si allontanò in tutta fretta con la sua imbarcazione. E per quel giorno niente pesce, portò a casa solo una rete bucata... e una meravigliosa avventura da raccontare. I giorni successivi, Arnold cambiò volutamente posto (la Baia australiana è grande abbastanza) e andò a pescare in altre zone. Di tornare dove aveva incontrato lo squalo proprio non ne aveva voglia. Poi arrivò il momento di riprendere le vecchie abitudini: tornare a pescare dove aveva catturato e liberato lo squalo. Si presentò di buon ora. Non passarono nemmeno cinque minuti, all'orizzonte ecco spuntare lo squalo. Proprio lui. Lo stesso. Comincò a saltare come un delfino. Si lasciò avvicinare e persino toccare. Uno scambio di affettuosità. Lo squalo lo aspettava. E lo aspetta ogni giorno, da due anni. Arnold però non è molto contento: +Sono passati due anni e lei, l'ho chiamata Cindy, non mi lascia in pace. Mi segue ovunque io vada e fa scappare tutti i pesci. Non so più cosa fare;. Difficile sbarazzarsi di uno squalo lungo cinque metri, non solo perchi gli squali bianchi sono una specie protetta, ma per l'insolito amore di Cindy per Arnold. +Quando fermo la barca, lei viene da me, si gira sul dorso e lascia che io le accarezzi la pancia e il collo, "grugnisce", gira gli occhi e muove le pinne sbattendole in acqua felice;, racconta il pescatore. Una storia bellissima, considerando che lo squalo non è un mammifero ed +è incapace di provare sentimenti;, precisa Alberto Luca Recchi, che di squali ne ha visti, studiati e filmati tanti. +H un pesce, non allatta, i genitori non insegnano nulla ai cuccioli; nel momento del parto (per la legge della natura, dove il pesce grande mangia il pesce piccolo) le femmine vanno a partorire lontane dai maschi;. Non solo. Per la stessa legge, le femmine nel periodo del parto soffrono di inappetenza. Lo squalo è curioso, ha la capacità di imparare, associare e ricordare. Tra i pesci è il più intelligente, per certi aspetti anche più di un gatto. Senza spoetizzare troppo la storia d'amore tra Arnold e Cindy, l'esperto Recchi ci dà la sua versione: +Lo squalo, che è un opportunista, si è semplicemente reso conto che stando vicino alla barca, non solo riesce a nutrirsi, senza dover cacciare in lungo e in largo per il mare, ma si sente anche protetto dagli altri predatori marini;. Non provano sentimenti gli squali, sono dei solitari, non si accompagnano quasi mai per il timore di essere sbranati dal pesce più grosso e feroce. Ma le eccezioni esistono. A testimonianza di questo, in Sud Africa numerosi squali bianchi sono stati filmati in acque profonde durante il tentativo di spostare insieme la carcassa di una balena. E a noi piace pensare che l'idillio tra Arnold e Cindy non sia una favola. Nel mare australiano è nata una "storia d'amore". Quella tra il pescatore professionista Arnold Pointer e Cindy, un esemplare femmina di squalo bianco. Lei era rimasta impigliata nella sua rete e lui le ha salvato la vita restituendole la libertà. Un gesto che lei ha dimostrato di apprezzare. Da quel giorno sono passati due anni e Cindy continua a girare intorno alla barca di Arnold ogni volta che lui torna nel punto in cui è avvenuto il loro incontro. Poi si gira sul dorso e lascia che Arnold le accarezzi la pancia e il collo, gira gli occhi e muove le pinne su e giù sbattendole in acqua felice. Felice e forse curiosa di conoscere meglio il suo nuovo amico. Molti biologi sono convinti che lo squalo bianco sia capace di manifestare curiosità e di esprimerla con l'esplorazione attenta di ciò che incontra.

Scritto da: LAntiSpecista alle ore 10:00 | link | commenti (1) | categoria: storie
lunedì, 31 dicembre 2007

 

Scritto da: LAntiSpecista alle ore 12:40 | link | commenti | categoria: storie
giovedì, 08 febbraio 2007
"Prendi questo Giovanni" gli aveva detto il venditore " è un cucciolo vispo ed intelligente sicuramente diventerà un bravo cane da caccia" .
Ma a quel cucciolo della caccia non importava un bel niente.
A lui interessava solo correre e giocare nei prati e nei boschi dove il cacciatore lo portava.
Ogni volta che tornavano era un continuo lamentarsi con me di questo cane che proprio non ne voleva sapere, io lo guardavo lo accarezzavo e pensavo " è veramente un cane intelligente".
Molte volte scappava dal suo recinto e correva a casa mia dove sapeva di trovare sempre qualcosa di buono da mangiare. Io lo chiamavo Pelle senza nessun motivo.
Un giorno il cacciatore mentre stava portando da mangiare ai suoi cani, notò qualcosa che si muoveva vicino alla cuccia di Pelle, guardò meglio e con immenso stupore vide che si trattava di un leprotto.
Istinto da cacciatore o meglio ancora malvagità umana all'ennesima potenza, corse in casa, prese il fucile e bum un colpo all'indirizzo del leprotto e fu proprio in quell'istante che Pelle saltò addosso al suo padrone facendolo cadere in terra e subito dopo scappò via dal recinto.
Avevo fatto tardi quel giorno.
Avevo avuto problemi con un cane ferito che non si lasciava prendere e che per fortuna dopo molte ore e con tanta ma tanta pazienza ero riuscito a portarlo dall'amica veterinario.
Niente di grave per fortuna.
Arrivo a casa e davanti al cancello chi trovo? Pelle.
"E tu che ci fai qui a quest'ora?"
Mi si avvicina comincia ad abbaiare mi prende per i pantaloni, vuole che lo segua.
Gli vado dietro e fatti qualche centinaio di metri nascosto dietro un cespuglio trovo il leprotto ferito.
Di corsa dal veterinario che vedendomi di nuovo per poco non mi manda a quel paese, ma è un amica.
A prima vista sembra una brutta ferita ma fortunatamente una volta pulita non sembra poi così grave. E' stato preso solo di striscio.
Ho sempre pensato che Giovanni fosse un "pessimo cacciatore".
Il giorno dopo vedo arrivare Giovanni a casa mia, mi racconta dell'accaduto del giorno prima e mi chiede se avevo visto Pelle.
Gli dico che sta dormendo nel mio giardino.
Andiamo a prenderlo ma alla vista di Giovanni, Pelle comincia a ringhiare.
"Dai Giovanni se per la caccia non vale niente lascialo con me"
E Pelle è rimasto con me insieme al suo amico leprotto felici di correre per i campi.
Sono passati tanti anni da quel giorno, Pelle è ormai molto vecchio e questa mattina quando lo ho chiamato non è venuto da me.
Un brivido, una sensazione amara in bocca si era addormentato per sempre e guardandolo aveva un aspetto sereno sicuramente stava giocando come tanti anni prima con il suo amico leprotto nei campi fioriti del suo paradiso.
Arrivederci Pelle, superbo cane da caccia che della caccia non importava niente.
PierAngelo
Scritto da: LAntiSpecista alle ore 17:50 | link | commenti | categoria: storie