BRADIPO
Il negozio con gli animali vivi in scatola di Misterbianco
Sono una giornalista e vivo tra l’Italia e l’Inghilterra. Vi scrivo per segnalare l’orrore di due vicende.
Un negozio di animali che si chiama la Giungla, in Via Aldo Moro, 57 a Misterbianco in Provincia di Catania. (tel 095 7559333).
Qui vivono, o meglio sopravvivono, fra stenti e privazioni cuccioli di cani e animali esotici. In questo negozio ho potuto vedere un povero cane che tremava dentro una scatola di plastica, vicino a lui altre gabbie con cuccioli che avevano le ciotole dell’acqua vuote.
Il senso di paura e tristezza che si avvertiva nel negozio era scandito dall’abbaiare dei poveri cuccioli nelle minuscole gabbie. In un angolo del negozio, quasi al buio, un bradipo, un animale dalle lunghe unghie , che può vivere solo arrampicandosi sugli alberi e non dentro una scatola di plastica. Il bradipo che si trova in questo negozio viene messo in vendita anche per incuriosire i compratori, dal momento che questo animale è diventato un po’ l’eroe dei bambini dopo il film “ Era glaciale 2".
Ma purtroppo il bradipo che si trova nel negozio vive in una sofferenza assoluta, non avendo nessuno spazio per muoversi (vedere foto). In questo negozio anche altri animali ”esotici” condividono le stesse torture del bradipo: accanto alla sua scatola, in un’altra scatola si trova una genetta, un piccolo mammifero simile ad un gatto. E poco distante in un’altra minuscola scatola trasparente una civetta delle palme. Quello che accomuna questi animali è il loro sguardo triste, appena cerco di svegliarli da un sonno molto strano.
Nella parte superiore di questo negozio degli orrori c’è una puzzola, vicino a pappagalli, serpenti, conigli. Mi chiedo come è possibile che tanti animali esotici, non siano ancora sequestrati? Dall'Enpa di Catania e' stata fatta una richiesta di sequestro alla Procura della Repubblica, ma ancora gli animali non risultano sequestrati, nonostante siano trascorsi più di 5 mesi.
Anna Turnaturi
anna.turnaturi@ntu.ac.uk
SITO DELL'OFFERTA BRADIPO
http://www.lajungla.it/jungla_012.htm
BRADIPO IN PROMO WEB A SOLI 4.500 EURO!!!!!
PROTESTIAMO!
Scriviamo una lettera di protesta per denunciare questa situazione allucinante.
Copiate ed incollate questi indirizzi in una email e, se vi va, personalizzate il testo-tipo proposto di seguito (niente insulti).
Sindaco di Misterbianco Ninella Caruso
A
martini_f@camera.it;
sindaco@comunedimisterbianco.it;
segreteria@comunedimisterbianco.it;
urp@comunedimisterbianco.it;
redazione.giornale@comunedimisterbianco.it;
ufficio.stampa@comunedimisterbianco.it;
poliziamunicipale@comunedimisterbianco.it;
provincia.catania@postecert.it;
giuseppe.gennarino@provincia.ct.it;
ufficio.stampa@provincia.ct.it;
valerio.saitta@provincia.ct.it;
nucleo.comando@provincia.ct.it;
polizia.noa@provincia.ct.it;
ass.ambiente@provincia.ct.it;
urp@ausl3.ct.it;
catania@enpa.org;
posta@lavsicilia.it;
segreteria@lasicilia.it;
redazione@radiocatania.it;
cronacacatania@gazzettadelsud.it;
gabibbo@mediaset.it;
scriviaritaforum@mediaset.it;
reporter@cronacaqui.it;
Lettera-tipo (meglio sarebbe personalizzarla):
Con la presente protesto per la gravissima situazione riscontrata da testimoni nel negozio di animali La Giungla situato in via Aldo Moro, 57 a Misterbianco (CT).
Non è ammissibile che si possano tenere in condizioni del tutto inadeguate e in stato di perenne sofferenza animali (alcuni dei quali anche esotici e protetti dalla Convenzione di Washington - CITES) per tentare di venderli al pubblico.
All’interno del negozio si possono trovare cani e cuccioli di cane stipati in scatole anguste e senza acqua, pappagalli, serpenti, conigli, ma anche una genetta, una civetta delle palme ed addirittura un bradipo costretto in una scatola trasparente dalle dimensioni microscopiche che non gli permettono quasi alcun movimento.
Ma il bradipo non è una specie protetta dalla Convenzione di Washington? E come tale non è una specie che non si può importare in Italia e la cui detenzione e vendita è vietata? Come mai qualcuno la può sfruttare impunemente in questo modo?
Chiedo pertanto che chi di dovere intervenga tempestivamente per porre fine alle sofferenze di questi animali e per allontanarli da un esercizio pubblico che non solo vende animali, ma li costringe a vivere in condizioni disumane e vergognose.
Nome e Cognome
Città
Altri recapiti utili possono essere reperiti qui:
http://www.comune.misterbianco.ct.it/informazioni/numeri_utili/
http://www.provincia.catania.it/utilità/contatti/
La provincia di Bolzano ha deciso di abbattere più di 2000 marmotte (da
sempre per loro simbolo di attrattiva turistica). Una identica decisione
era da loro già stata adottata nello scorso anno, ma un riscorso l'aveva
poi resa nulla.
Facciamo sapere al presidente Durnwalder (cacciatore) e ai commercianti
del turismo cosa pensiamo di questa decisione, scrivendo la petizione
sotto riportata ai seguenti indirizzi:
oppure, col ";" come separatore:
Questo il testo (se volete potete mandare una mail personale anziche'
sottoscrivere la petizione) di cui fare copia incolla mettendo in fondo
il vostro nome e cognome:
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Buongiorno,
scrivo per aderire alla seguente petizione:
Al Presidente della Provincia di Bolzano
Alla Camera di Commercio di Bolzano
All'Unione Commercio Turismo Servizi
In relazione alla notizia apparsa sul quotidiano La Stampa, che riporta
la decisione della Provincia di Bolzano di aprire nei prossimi giorni la
caccia alla marmotta, consentendo l'abbattimento di più di duemila
individui,
DATO CHE:
1) la marmotta è in Italia specie protetta dal 1992;
2) il TAR ha condannato analoga deroga del 2007;
3) le ragioni addotte per l'abbattimento, cioè che le marmotte
vezzeggiate dai biscotti dei turisti abbiano sviluppato denti troppo
lunghi e quindi danneggino gli alpeggi, non sembrano sostenibili.
I SOTTOSCRITTI CITTADINI
esprimono il loro piu' fermo dissenso, e chiedono che questa decisione
venga immediatamente ritirata.
L'Alto Adige, per indulgere ai desideri dei cacciatori, sta perdendo
attrattiva per moltissime persone che, disgustate da episodi come quello
dell'abbattimento del tutto non necessario del cervo, e dalle continue
deroghe alle leggi europee anche per quel che riguarda gli stambecchi,
non intendono più trascorrervi le loro vacanze.
In fede
.... nome cognome ...
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Qui sotto e' riportato l'articolo de La Stampa che parla della vicenda.
In questo caso pare che il WWF locale (stavolta contro i cacciatori
anziche' come accade in altre province organizzare congressi assieme a
loro) voglia fare ricorso al TAR.
La Stampa, 18 agosto 2008
Via alla strage delle marmotte
L'Alto Adige abbatte i roditori: devastano gli alpeggi. Il Wwf: sono
animali protetti, ricorreremo al Tar
ANNA SANDRI
L'amministrazione provinciale di Bolzano ha dato il via libera: nei
prossimi giorni circa 4.000 cacciatori abbatteranno poco più di 2.000
marmotte.
Inevitabili le polemiche e gli appelli di animalisti e villeggianti. "Le
marmotte - spiega il presidente della Provincia (e cacciatore), Luis
Durnwalder -, stanno minando i verdi prati degli alpeggi destinati al
pascolo e le tane rischiano di rompere l'equilibrio della flora". Il
censimento delle marmotte a Bolzano si è appena concluso. "In tutta la
provincia – ha sottolineato Giorgio Carmagnola, responsabile
dell'ufficio caccia – sono stati censiti 44.118 esemplari; di questi,
25.580 stanno provocando i maggiori danni ai pascoli. Da qui l'esigenza
di dare il via alla caccia".
La stagione venatoria aprirà il primo settembre. Da notare che nel resto
d'Italia la marmotta è una specie protetta, come sancisce una legge del
1992. Bolzano è finita al centro di polemiche, recentemente, per
l'abbattimento a colpi di pistola di un cervo, finito tra i turisti nel
centro della città: l'ufficio caccia non aveva fucili in grado di
sparare dardi con anestetico. Che tu sia stambecco o marmotta, quando ti
svegli comincia a correre altrimenti a sera non ci arrivi. La saggezza
della savana può funzionare in Alto Adige, dove la vita è dura per le
specie protette: di anno in anno, di deroga in deroga alle leggi
nazionali e sovranazionali, animali che altrove sarebbero guardati con
rispetto e contati con scrupolo finiscono nel mirino dei cacciatori.
Quest'anno la voce degli animalisti si alza più forte perché è fresca la
ferita del cervo abbattuto a colpi di fucile e di pistola in un garage
del centro di Bolzano: era arrivato per sbaglio in città, impazzito di
paura per le decine di pattuglie che lo inseguivano con tanto di sirene
si era rifugiato nel sotterraneo e lì, siccome non si trovava un fucile
da armare con anestetico, era finito in un bagno di sangue. Un caso
clamoroso, per il quale si dice abbiano pagato anche gli albergatori
della zona che si sarebbero visti arrivare non poche disdette di
prenotazioni da parte di clienti disgustati.
Dopo il cervo, le marmotte e gli stambecchi.
Per le marmotte la stagione dei pallini si aprirà a giorni: sono troppe
e la Provincia ha deciso di concedere la caccia in deroga a tutti quei
Comuni che, in misura diversa, ne hanno fatto richiesta. I roditori sono
sotto accusa perché devastano gli alpeggi e li sforacchiano con le loro
tane. Una leggenda metropolitana dice che la loro aggressività sia
dovuta anche al troppo ravvicinato contatto con l'uomo: nutrite a pezzi
di pane e biscottini, le marmotte avrebbero smesso da tempo di fare il
loro mestiere di roditori, e avrebbero di conseguenza incisivi lunghi e
dannosi.
"Questo non è dimostrato - dice Roberto Maistri, responsabile del Wwf
per la Provincia di Bolzano -, mentre è vero che tra qualche giorno
sparare alle marmotte non sarà reato, il che fa dell'Alto Adige un posto
davvero unico. È così da anni, le nostre proteste e i nostri ricorsi ci
servono solo per la soddisfazione morale: quando il Tar ci dà ragione,
le bestie sono già da mesi morte e imbalsamate, a fare da soprammobile
nei salotti dei cacciatori".
Stessa sorte per gli stambecchi. In Alto Adige erano estinti, nei primi
anni Ottanta si è deciso di ripopolare. Ancora Maistri: "Li hanno fatti
arrivare da Valle d'Aosta e Piemonte. Oggi dovrebbero essere circa
duemila ma sono solo 7-800, perché ogni anno c'è la deroga a una legge
europea e ne fanno abbattere 70 o 80. Mica li mangiano: gli basta il
trofeo". La caccia è una passione dilagante; il primo dei praticanti è
Luis Durnwalder, presidente della Provincia e assessore alla Caccia,
proprio lui che firma le deroghe. Poi, su 5 mila e 400 tesserati, ci
sono le donne: sono 200, vestono completini di loden dei più
tradizionali con tanto di cappello con la penna, e si dice amino posare
in foto con le loro prede. Eppure proprio su queste stesse montagne
l'orso Bruno aveva salvato la pelle: spadroneggiava negli ovili e
nessuno gli ha torto un pelo; appena ha passato il confine lo hanno
buttato giù come una sagoma da luna park. "Verissimo - conferma Maistri
-, ma la Provincia pagava agli allevatori i danni provocati da Bruno
perché avevamo addosso gli occhi di tutta Italia, era una questione di
immagine, non certo di attenzione per l'animale". "Anche quest'anno
sarà il solito teatrino - prevede Claudio Calissoni della Lav -. Le
associazioni animaliste chiederanno alla Provincia e ai vari Comuni la
lista delle deroghe. Loro ci manderanno una montagna di incartamenti,
migliaia di carte. Noi dovremo esaminarle una a una fino a trovare
quelle incriminate. A quel punto presenteremo ricorso al Tar che, come
ha fatto l'anno scorso, annullerà il decreto provinciale di deroga, ma
sarà troppo tardi. La sentenza nel 2007 è arrivata a maggio per la
caccia dell'autunno precedente".
Gli ambientalisti vorrebbero una cosa: "Chi firma la deroga paghi di
tasca propria gli avvocati per presentarsi al Tar. Che paghino i
cittadini è davvero troppo".
24 agosto 2008
Anche quest'anno, come ogni anno, in occasione del Ferrragosto a Fermo è
stato organizzato il Palio dell'Assunta e anche quest'anno, come ormai
troppo spesso accade, si è dovuti passare per il sacrificio della vita
di un cavallo.
Stavolta è toccato a Black Bull, morto in seguito alle ferite riportate
nella corsa del Palio.
Quella di venerdì scorso è stata una tragedia annunciata! Che vi fosse o
meno un sufficiente strato di sabbia presso il Tunnel dell'ex Ferrovia è
ininfluente, perchè il cavallo Black Bull (come tutti gli altri
partecipanti) non avrebbe dovuto trovarsi lì!
Scriviamo al Sindaco di Fermo, all'URP e ai giornali chiedendo che non
si ripetano più simili tragedie, chiediamo che questa manifestazione
venga sopesa!
Occorre mandare un messaggio personale da indirizzare al Comune e ai
giornali. Proponiamo comunque anche un messaggio-tipo in forma di
petizione da sottoscrivere, che pero' va mandato solo al Comune, non ai
giornali (scrivere un messaggio personale e' piu' utile perche' si puo'
mandare sia al Comune che ai giornali)
Scriviamo a sindaco e URP:
oppure, col ";" come separatore:
Messaggio-petizione da inviare (mettete il vostro nome e cognome in fondo):
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Buongiorno,
con la presente sottoscrivo la seguente petizione:
Al Sindaco di Fermo
Al Comune di Fermo
DATO CHE
- Anche quest'anno, come ogni anno, in occasione del Ferrragosto è
stato organizzato il Palio dell'Assunta e anche quest'anno, come ormai
troppo spesso accade, si è dovuti passare per il sacrificio della vita
di un cavallo.
- La morte dei cavalli nei palii, o durante la gara o duranete gli
allenamenti, avviene praticamente SEMPRE, non e' una "disgrazia" ma una
certezza a priori.
- Non esistono regolamenti o accorgimenti che possano modificare questo
stato di cose (e non riteniamo comunque che sarebbero fatti rispettare).
CHIEDIAMO
Al Comune di Fermo di impegnarsi al fine di porre fine ad una
'manifestazione' che non offre nè spettacolo nè divertimento.
Fermo e i suoi abitanti possiedono infinite risorse e sapranno certo
trovare un punto di aggregazione alternativo, magari proprio ripartendo
da una Rievocazione Storica che sia più legata alla tradizione e alla
storia del Fermano.
Un gesto del genere non può far altro che conferire prestigio al Comune.
Scegliendo di porre fine ad una manifestazione che non tiene conto della
vita degli animali e che si fa complice e artefice di veri e propri
maltrattamenti, Fermo e la sua amministrazione dimostrerebbe una
maturità e una sensibilità che altri Comuni più grandi e influenti sono
ben lontani dal possedere.
In fede,
.... nome cognome ...
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Se scrivete un messaggio personale, mandatelo anche a:
oppure, col ";" come separatore: