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ALLARME DELLA LAV: 80 MILA CAVALLI COSTRETTI A VIAGGI MORTALI
Cavalli pigiati dentro un camion, costretti a viaggi mortali dalla Spagna e dall'Est Europa verso l'Italia. Un nuovo video di Lav-Wspa (World society for the protection of animals) denuncia le condizioni a cui sono costretti gli animali da macello. Nel video si vedono i cavalli stretti l'uno contro l'altro, al punto che uno a terra viene calpestato, ed animali con ferite al muso e alle zampe. I viaggi - scrive la Lega anti vivisezione - riguardano 80 mila animali e sono interminabili, senza riposo, senza cibo e acqua adeguati, a temperature che spesso superano i 40 gradi. Contro le atrocita' del trasporto di animali vivi destinati al macello la Lav avviera' la nuova campagna informativa internazionale "Handle with care" (trattare con cura) che puntera' il dito anche sui problemi di salute, sicurezza e qualita' della carne.
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LAntiSpecista alle ore 10:04 |
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follie umane
Il viaggio della morte: cavalli destinati al macello, per 40 ore senza acqua e cibo
Sono immagini difficili da guardare, e ad essere sinceri non sono nemmeno una novità: i viaggi degli animali destinati al macello, che già di per sè sono un'agonia che possiamo solo immaginare - ad esempio quando vediamo quelle povere bestie in autostrada, ad agosto, stipate su un camion fermo all'autogrill sotto al sole e sopra un asfalto infuocato - ora scopriamo essere una vera tortura, una via crucis di inaudita sofferenza.Gli animali vengono trattati come prodotti, come carne già in scatola quando ancora sono vivi, mammiferi che, come dimostrato più volte, riescono a provare molto più di quello ch e possiamo immaginare.Stiamo parlando dei camion che vanno dalla Spagna al sud Italia, quelli che percorrono migliaia di chilometri per raggiungere la destinazione, quei camion che trasportano circa 80mila cavalli all'anno. E' possibile dare dignità a degli animali che sono destinati al macello? Avranno anche loro il diritto alla non sofferenza, a non dover morire dopo 40 ore di dolore?Alcuni volontari dell'associazione tedesca Animals Angels hanno provato a seguire alcuni di questi convogli per verificare in prima persona le sofferenze degli animali: il risultato in questo video. Terribile.Ecco cosa scrive il Corriere.it, che riporta la notizia sulla home (bravi).I cavalli sono stipati su camion in spazi angusti dove gli animali che cadono a terra sfiniti vengono calpestati dagli altri che condividono i pochi metri quadrati del pianale. I capi dovrebbero per legge viaggiare in box individuali, ma questo non sembra valere per i trasporti tra Spagna e Italia. Durante il viaggio gli animali non vengono mai fatti scendere e rifocillati, anche se le norme in materia prevedono che che ciò avvenga almeno ogni 24 ore.
DUEMILA KM DI SOFFERENZA - Il viaggio inizia a 2000 chilometri di distanza dalle zone di maggiore consumo, le regioni meridionali dell'Italia. Si parte dalla Catalogna, dove i cavalli vengono allevati conducendo un'esistenza tutto sommato buona, pascolando liberamente tra le colline. I mattatoi locali, però, non sono ancora in grado di lavorare e congelare la carne , per la successiva commercializzazione. Di qui la necessità di organizzare questi veri e propri viaggi della morte. +Gli allevatori locali non sono molto favorevoli all'esportazione di animali vivi - fanno notare gli animalisti -, ma affermano di non avere scelta;. In alcune fattorie di valle i cavalli vengono fatti ingrassare, poi entrano in scena gli intermediari che li acquistano per poi rivenderli. E subito dopo arriva il momento del viaggio, che durerà dalle 36 alle 46 ore. Esso viene compiuto con temperature che in estate sono spesso superiori ai 40 gradi, con cibo e acqua non vengono somministrati con regolarità. Capita spesso che i cavalli compiano l'intero tragitto restando assetati e soffrendo per il calore e la disidratazione. E tutto per il mancato rispetto di norme che in realtà esistono.
+FERMATE QUEI VIAGGI; - +Siamo convinti che il commercio di cavalli vivi su lunga distanza debba finire - dicono la Lav e gli altri gruppi che promuovono la campagna - e che le leggi sul benessere animale emanate dall'Unione europea debbano essere fatte rispettare in modo rigoroso. Occorre eliminare il commercio di animali vivi su lunghe distanze e, se propri deve esseri, chiediamo che la macellazione avvenga vicino ai luoghi di allevamento. Il loro trasporto su così lunghe distanze è un qualcosa di crudele e non necessario;.
Video
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LAntiSpecista alle ore 10:03 |
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Subject: fattorie della bile in Cina
Solo una piccola annotazione: il modulo si trova su www.animalsasia.it e una volta compilato deve essere inviato all'indirizzo qui sotto riportato:
Animals Asia Foundation
3 Ashleigh Meadow
Tregondale Farm
Menheniot
Cornwall
PL14 3RG
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Finire nella pancia di uno squalo è la paura che l'uomo si porta dietro fin dalle origini. Chi non ricorda lo squalo bianco (trasformato in balena per esigenze di copione dalla Walt Disney) nella favola di Pinocchio che inghiottì prima Geppetto e poi il capriccioso burattino. Accesero allora un gran fuoco: il fumo fece starnutire la balena, che spalancò la bocca, così Pinocchio e Geppetto riuscirono a fuggire su una zattera che era lì, pronta ad aspettarli. Quella che sto per raccontarvi è una storia altrettanto straordinaria tra un uomo e uno squalo. Una storia d'amore, vera, toccante, anche se sembra un favola. Eppure la rivista francese Le magazine des voyages de pjche nella sua 56esima edizione ha pubblicato la sensazionale notizia con un ampio servizio fotografico. Tutto è cominciato due anni fa, nell'azzurro e cristallino mare dell'Australia Meridionale. Arnold Pointer, pescatore di professione, si era svegliato come tutte le mattine alle prime luci dell'alba. E poi via al largo a bordo della sua barchetta a caccia di pesce. Ma quella mattina la sua rete pescò qualcosa di veramente grosso. Un pesce spada, pensò. Non riusciva proprio a tirarlo su, tanto pesava. Dopo qualche vano tentativo si rese conto che nella rete era finito qualcosa di voluminoso e pesante: uno squalo. Non uno squaletto piccolo che poteva essere confuso con gli altri pesciolini, ma uno squalo bianco, lungo quasi cinque metri. Arnold aveva fatto prigioniero il più grande predatore marino con il muso a forma di cono, un po' bombato nella parte inferiore, con l'occhio scuro e rotondo, con quelle cinque fessure branchiali e la pinna caudale grande che sembra una mezza luna. Un pesce dal colore bianco nella parte inferiore del corpo, variabile dal grigio al blu nella parte superiore e con la linea di separazione un po' frastagliata tra le due colorazioni. Nessun dubbio. Difficile non riconoscere la pelle di squalo così particolare, ricoperta di dentelli appuntiti (misurano da qualche decimo di millimetro a un centimetro) che servono a far scorrere l'ac qua lungo il corpo e a proteggere lo squalo dai parassiti. Ma torniamo al prigioniero. Arnold faticò molto per liberarlo dalla rete. E lo squalo, pur soffrendo per i tagli provocati dalla rete, mostrò subito la sua infinita gratitudine. Cominciò a girare intorno alla barca tante di quelle volte da spaventare Arnold che si allontanò in tutta fretta con la sua imbarcazione. E per quel giorno niente pesce, portò a casa solo una rete bucata... e una meravigliosa avventura da raccontare. I giorni successivi, Arnold cambiò volutamente posto (la Baia australiana è grande abbastanza) e andò a pescare in altre zone. Di tornare dove aveva incontrato lo squalo proprio non ne aveva voglia. Poi arrivò il momento di riprendere le vecchie abitudini: tornare a pescare dove aveva catturato e liberato lo squalo. Si presentò di buon ora. Non passarono nemmeno cinque minuti, all'orizzonte ecco spuntare lo squalo. Proprio lui. Lo stesso. Comincò a saltare come un delfino. Si lasciò avvicinare e persino toccare. Uno scambio di affettuosità. Lo squalo lo aspettava. E lo aspetta ogni giorno, da due anni. Arnold però non è molto contento: +Sono passati due anni e lei, l'ho chiamata Cindy, non mi lascia in pace. Mi segue ovunque io vada e fa scappare tutti i pesci. Non so più cosa fare;. Difficile sbarazzarsi di uno squalo lungo cinque metri, non solo perchi gli squali bianchi sono una specie protetta, ma per l'insolito amore di Cindy per Arnold. +Quando fermo la barca, lei viene da me, si gira sul dorso e lascia che io le accarezzi la pancia e il collo, "grugnisce", gira gli occhi e muove le pinne sbattendole in acqua felice;, racconta il pescatore. Una storia bellissima, considerando che lo squalo non è un mammifero ed +è incapace di provare sentimenti;, precisa Alberto Luca Recchi, che di squali ne ha visti, studiati e filmati tanti. +H un pesce, non allatta, i genitori non insegnano nulla ai cuccioli; nel momento del parto (per la legge della natura, dove il pesce grande mangia il pesce piccolo) le femmine vanno a partorire lontane dai maschi;. Non solo. Per la stessa legge, le femmine nel periodo del parto soffrono di inappetenza. Lo squalo è curioso, ha la capacità di imparare, associare e ricordare. Tra i pesci è il più intelligente, per certi aspetti anche più di un gatto. Senza spoetizzare troppo la storia d'amore tra Arnold e Cindy, l'esperto Recchi ci dà la sua versione: +Lo squalo, che è un opportunista, si è semplicemente reso conto che stando vicino alla barca, non solo riesce a nutrirsi, senza dover cacciare in lungo e in largo per il mare, ma si sente anche protetto dagli altri predatori marini;. Non provano sentimenti gli squali, sono dei solitari, non si accompagnano quasi mai per il timore di essere sbranati dal pesce più grosso e feroce. Ma le eccezioni esistono. A testimonianza di questo, in Sud Africa numerosi squali bianchi sono stati filmati in acque profonde durante il tentativo di spostare insieme la carcassa di una balena. E a noi piace pensare che l'idillio tra Arnold e Cindy non sia una favola. Nel mare australiano è nata una "storia d'amore". Quella tra il pescatore professionista Arnold Pointer e Cindy, un esemplare femmina di squalo bianco. Lei era rimasta impigliata nella sua rete e lui le ha salvato la vita restituendole la libertà. Un gesto che lei ha dimostrato di apprezzare. Da quel giorno sono passati due anni e Cindy continua a girare intorno alla barca di Arnold ogni volta che lui torna nel punto in cui è avvenuto il loro incontro. Poi si gira sul dorso e lascia che Arnold le accarezzi la pancia e il collo, gira gli occhi e muove le pinne su e giù sbattendole in acqua felice. Felice e forse curiosa di conoscere meglio il suo nuovo amico. Molti biologi sono convinti che lo squalo bianco sia capace di manifestare curiosità e di esprimerla con l'esplorazione attenta di ciò che incontra.
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LA REPUBBLICA
18 FEBBRAIO 2008
Usa, orrore nel macello
La società americana Humane Society mostra dei filmati raccapriccianti. I bovini, che poi verranno macellati, trattati senza pietà
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Lo schifo di questa divina umanità così simile a un dio creato solo a immagine specista.
Lo dedico a Vincenzo e a tutti quelli che si preparano alla Pasqua per mangiare "l'agnello di Dio"..............
E non azzardatevi a dire che queste cose succedono solo oltre Oceano. Non offendete l'intelligenza altrui.
Vergognatevi e basta!
Enrica
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follie umane
IL TEMPO
18 FEBBRAIO 2008
Kandahar, kamikaze fa 80 morti tra gli spettatori della lotta tra cani
KABUL A Kandahar, nel sud dell'Afghanistan, un kamikaze si è fatto esplodere ieri in mezzo a centinaia di persone che assistevano a uno spettacolo di lotte fra cani. Il bilancio è fra i 65 e gli oltre 80 uccisi, a seconda delle fonti, e di decine di feriti.
Le autorità hanno subito accusato i talebani, ma portavoce degli integralisti isamici non hanno voluto rivendicare l'attacco.
L'attentato, che mette a nudo quanto ancora sia precaria la sicurezza nel Paese nonostante i 50.000 soldati delle forze internazionali dispiegati, potrebbe rinfocolare le polemiche in seno alla Nato su come contrastare l'insurrezione dei talebani.
La strage, se verrà confermato il bilancio di oltre 80 uccisi, dato dal governatore di Kandahar Asadullah Khalid, è quella con più morti dalla fine del 2001, quando i talebani furono cacciati dal potere dall'invasione americana. Il ministero dell'Interno ha successivamente ridimensionato il bilancio a +oltre 65 morti;.
Ieri circa 500 persone si erano radunate in un sobborgo occidentale di Kandahar, Arghandab, per assistere ad un combattimento di cani in un luogo affollato anche da gente che faceva picnic. Il combattimento era appena cominciato quando il kamikaze si è fatto esplodere. +La gente ha cominciato a scappare in preda al panico;, ha raccontato un testimone.
Tra le vittime anche sei bambini e 14 poliziotti che si trovavano sul posto, tra cui il capo della forza ausiliaria di polizia, Abdul Hakim. Secondo testimoni, le guardie del corpo di Hakim avrebbero reagito all'esplosione cominciando a sparare e provocando alcune vittime.
I giornalisti raccontano di corpi insanguinati e resti umani rimasti sul terreno, insieme alla carcassa di un grosso cane, di molte auto della polizia danneggiate e di telefonini abbandonati che continuavano a squillare.
I talebani durante il loro regime aveva vietato i combattimenti tra cani ritenendoli +anti islamici;, anche se è uno spettacolo molto popolare nel Paese. Due portavoce dei taleban, Youssouf Ahmadi e Zabihillah Mujahid, hanno detto che per il momento il movimento non rilascia dichiarazioni sulla strage.
IL GAZZETTINO
18 FEBBRAIO 2008
Attribuito ai talebani lattentato che ha causato da 60 a 80 morti tra gli spettatori di un combattimento di cani, nel capoluogo della provincia sudorientale afghana
Kamikaze fa una strage fra la folla a Kandahar
Kandahar - Un kamikaze ha fatto ieri una spaventosa strage a Arghandab, un sobborgo occidentale di Kandahar, che è la seconda città afghana dopo Kabul fondata da Alessandro Magno, cuore dell'etnìa pashtun e importante crocevia commerciale nel sud-est. La bomba umana esplosa in mezzo a circa 500 spettatori di un combattimento tra cani - crudele spettacolo molto popolare tra gli afghani - ha provocato da 60 a 80 morti e almeno un centinaio di feriti. L'attentato, con quello del novembre scorso a Baglan (75 morti, tra cui 59 bambini di una scuola) è tra i più sanguinosi dalla cacciata dei talebani nel 2001. Sia il governatore locale Asadullah Khalid che il capo del consiglio provinciale Wali Karzai fratello del presidente, puntano il dito contro i ribelli talebani. In uno spiazzo dove c'erano anche molte famiglie che facevano picnic, il combattimento cani no era appena cominciato quando il kamikaze si è fatto esplodere. +La gente è scappata in preda al panico; ha raccontato un testimone che nella strage ha perso un parente. Tra le vittime anche sei bambini e 14 poliziotti, tra cui il capo degli ausiliari di polizia, Abdul Hakim. Le guardie del corpo di Hakim, nella confusione dell'esplosione, hanno cominciato a sparare all'impazzata provocando altre vittime. I giornalisti accorsi sul luogo della strage hanno visto un'orrenda caneficina di corpi insanguinati sul terreno, comprese carcasse di grossi cani , auto distrutte e telefonini abbandonati che squillavano. Kandahar, capoluogo dell'omonima provincia, in una pianura a mille metri di altitudine, sulle rive del fiume Tarnak,è una delle roccaforti dei talebani che di solito tendono agguati lungo le strade alle forze armate afghane e della coalizione internazionale, ma che non disdegnano gli attentati suicidi. Il regime talebano aveva vietato i combattimenti tra cani , in quanto +anti-islamici;, suscitando antipatie visto che la lotta tra animali resta molto popolare nel Paese, dove si pratica anche il "buzkashi", una specie di polo in cui due squadre a cavallo si contendono selvaggiamente brandelli di animali come capre o vitelli. Nonostante gli oltre 50 mila soldati stranieri e i circa 140 mila militari governativi afghani, i talebani hanno intensificato le loro azioni negli ultimi due anni, nei quali sono morte più di 11 mila persone, soprattutto lungo il confine col Pakistan, come appunto la provincia di Kandahar.
LEGGO
18 FEBBRAIO 2008
Assistevano ad un combattimento tra cani
KANDAHAR - Assistevano ad un combattimento tra cani, quando è scoppiato linferno. Un kamikaze si è fatto esplodere tra la folla, nella città del sud dellAfghanistan: il bilancio, tra i più sanguinosi dopo la cacciata dei taleban nel 2001, oscilla tra i 65 e gli 80 morti, decine i feriti. Sul terreno molti corpi straziati, tra cui la carcassa di un grosso cane.
Circa 500 persone si erano radunate in un sobborgo di Kandahar per assistere al combattimento, alcuni facevano picnic. La lotta era appena cominciata quando il kamikaze si è fatto esplodere. Tra le vittime anche 6 bambini e 14 poliziotti. Le autorità hanno puntato il dito contro i taleban che, tuttavia, non hanno rivendicato la strage.
AGI
17 FEBBRAIO 2008
I COMBATTIMENTI TRA CANI, UNA TRADIZIONE ANTICA
In Afghanistan i combattimenti tra cani hanno origini antichissime e sono tuttora uno degli svaghi piu' popolari, scomparso solo sotto il regime dei talebani che li aveva proibiti perche' anti-islamici. Un tempo erano il modo per i pastori di tenere in forma i loro cani, chiamati a tenere lontani lupi ed orsi, e un test importante per la selezione dei riproduttori. Adesso sono soprattutto un passatempo per uomini e ragazzi, senza pero' la crudelta' estrema che caratterizza i combattimenti clandestini in altri Paesi: vince il cane che mette a terra il rivale oppure lo costringe alla fuga e a volte non c'e' spargimento di sangue. I combattimenti si tengono in primavera e in autunno per risparmiare ai cani i rigori dell'inverno e la calura estiva. Ci sono le scommesse ma gran parte degli spettatori si limita a guardare.
Animalieanimali
18 FEBBRAIO 2008
Kabul
Kamikaze fa strage a combattimento fra cani
Un kamikaze ha fatto strage a Kandahar, nel sud dell'Afghanistan, colpendo tra la folla che assisteva ad un combattimento tra cani: bilancio, ancora provvisorio, 80 morti e decine di feriti che, se sara' confermato, fara' di questo attentato il piu' sanguinoso dopo la cacciata dei taleban nel 2001.
Sia il governatore della provincia Asadullah Khalid che il capo del consiglio provinciale Wali Karzai, fratello del presidente, hanno puntato il dito contro i taleban che pero' fino a questo momento non hanno voluto rivendicare la strage.
Circa 500 persone si erano radunate in un sobborgo occidentale di Kandahar, Arghandab, per assistere ad un combattimento di cani in un luogo affollato anche da gente che faceva picnic. Il combattimento era appena cominciato quando il kamikaze si e' fatto esplodere. 'La gente ha cominciato a scappare in preda al panico' ha raccontato un testimone che nella strage ha perso un parente. Tra le vittime anche sei bambini e 14 poliziotti che si trovavano sul posto, tra cui il capo della forza ausiliaria di polizia, Abdul Hakim. Secondo testimoni, le guardie del corpo di Hakim avrebbero reagito all'esplosione cominciando a sparare e provocando alcune vittime.
I giornalisti raccontano di corpi insanguinati e resti umani rimasti sul terreno, insieme alla carcassa di un grosso cane, di molte auto della polizia danneggiate e di telefonini abbandonati che continuano a squillare. Le autorita' hanno detto che i corpi delle vittime e i feriti sono stati portati in diversi ospedali per cui non e' possibile al momento avere un bilancio definitivo e preciso.
Kandahar e' una delle roccaforti dei taleban che affidano le loro azioni o ad agguati lungo le strade contro le forze armate afghane e della coalizione internazionale o ad attentatori suicidi. I taleban durante il loro regime aveva vietato i combattimenti tra cani ritenendoli 'anti-islamici', anche se e' la lotta tra animali e' molto popolare nel paese. Due portavoce dei Taleban, Youssouf Ahmadi e Zabihillah Mujahid, hanno detto che per il momento il movimento non rilascia dichiarazioni sulla strage.
Nonostante la presenza di oltre 50.000 truppe straniere e di circa 140.000 soldati afghani, i taleban hanno intensificato le loro azioni negli ultimi due anni, in cui sono morte piu' di 11.000 persone. La maggior parte delle violenze sono concentrate nella parte del paese che confina con il Pakistan, come appunto la regione di Kandahar.
Fino ad oggi l'azione dei taleban piu' sanguinosa era stato un attacco suicida nel novembre scorso a Baghlan, a circa 150 chilometri a nord di Kabul, che aveva provocato 75 morti, 59 dei quali bambini di una scuola.
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LAntiSpecista alle ore 09:58 |
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IMPORTANTE!!!
Una petizione da firmare contro la vivisezione in Europa:
Petizione OnLine
Da qui invece è scaricabile un modulo cartaceo per tutti coloro volessero raccogliere firme, scadenza fine aprile.
Modulo
Testimonianza: Un presidio al "Triangolo delle morte"
Un macello, una macelleria, un Burger King "colpiti" da un presidio in un colpo solo...
"Triangolo della morte" perche' attorno alla rotonda che dalla tangenziale di Torino porta alla cittadina di Collegno si trovano: un macello dove gli animali vengono ammazzati e fatti a pezzi; una macelleria dove quei pezzi vengono venduti; un Burger King dove quei (e altri) pezzi vengono mangiati. Piu' morte di cosi'...
Un gruppo di attivisti ha organizzato sabato scorso un presidio sul posto, esponendo un enorme striscione che diceva: "Basta allevamenti, macelli, sofferenza e morte! Smetti di mangiare animali!" e che era visibile ai numerosi automobilisti che transitavano sulla rotonda, ai clienti della macelleria e a quelli del Burger King. Sentiamo com'e' andata dalle loro testimonianze...
Testimonianza di Valter
Il presidio e' stato un po' diverso dal solito. Li' c'e' una rotatoria molto trafficata dove le auto sono costrette a rallentare, e questa volta rallentavano un po' di piu' per via dei grossi striscioni, dei megafoni, delle sirene (lugubri) che attiravano l'attenzione. Slogan semplici, di poche parole, come poche erano le parole che campeggiavano sugli striscioni. E' stata una comunicazione diversa, semplificata magari, ma incisiva. Il "basta macelli" e' agli antipodi di una conferenza, o anche solo di una mostra fotografica come si fa nei presidi "pedonali"; e' uno spot, sono due parole che crediamo torneranno in mente ai tanti che rallentavano, e guardavano un po' stupiti quella presenza inconsueta.
Testimonianza di Cristian
Striscioni, cartelli, megafoni e video sono stati i mezzi con cui il gruppo ha dato voce al più debole, a colui che non potendo difendersi purtroppo soccombe per mano umana. Il presidio ha avuto una notevole visibilità, tanto che alla rotonda parecchie auto hanno ripetuto il giro, increduli di quello che stava succedendo. Gli addetti ai lavori non hanno gradito la nostra presenza tanto che hanno chiesto rinforzi alle forze dell'ordine e hanno dato chiari segni di nervosismo.
Abbiamo sicuramente causato danno all'immagine di queste persone vista la quantita' di persone che si sono fermate con l'auto per avere il volantino e per i consensi dimostrati da chi ci vedeva manifestare. Speriamo di fare una bella sorpresa ad Italmacello per la prossima settimana andando ancora piu' numerosi!
Testimonianza di Luisa
E' stato DEFLAGRANTE... abbiamo scatenato l'inferno, grazie soprattutto agli striscioni giganteschi. Dopo tre ore di presidio, uno dei titolari del MATTATOIO (che alle 14 rideva ancora - era una novità anche per lui, forse pensava a uno scherzetto di carnevale) se ne esce con "voi state distruggendo il lavoro di venti anni di tre famiglie"!
Magari bastassero 4 ore di presidio... comunque, c'era gente che fermava il traffico e bloccava la macchina APPOSTA per avere il volantino. Quelli di Burger King hanno mandato i loro emissari per dirci che il loro parcheggio era privato. Sapete che m'importa del vostro parcheggio: ho un megafono con gittata 600 metri, i vostri clienti mi sentono anche da chiusi in bagno...
Sabato prossimo si fa il bis, quello dopo il ter... e poi si vedrà.
Dedico questa giornata di lotta a tutti gli animali che saranno macellati lunedì. Macellati grazie al denaro che si fa sulla loro pelle. Macellati grazie a quelli che dicono di amarli e poi se li mangiano. Macellati grazie a quelli che li amano davvero, ma non scendono in piazza per urlare l'unica cosa da urlare: che questo massacro DEVE FINIRE.
Guarda la galleria fotgrafica del presidio:
Il presidio di sabato prossimo 9 febbraio si terra' dalle 15 alle 19: scrivici per partecipare, all'indirizzo
piemonte@agireora.org
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